domenica 26 aprile 2009

Lavoro Venezia, a tarda notte scritto

Così, in medias res, alcune considerazioni sulle tipologie di possibili acquirenti che incontro mentre lavoro (vendita biglietti di concerti di musica classica, vestito da '700, in mezzo alla strada).

Americani ed inglesi, che sollazzo. Gli angli e i sassoni e derivati si comportano in modo direi elementare: vogliono andare ad uno spettacolo? Sì. Hanno soldi per pagarselo? Sì. Conclusione? Ci vanno. Elementare, Watson. God bless America e anche un po' quegli inglesi del caspio.
I francesi sono dei cagacazzi malfidenti. Andranno al concerto, molto probabilmente, ma il biglietto non lo compreranno mai da te, che pure gli hai spiegato perfino le scali ascendenti e discendenti del Canone di Pachelbel (a dire il vero, infarcendo il tutto con qualche piccola ed innocua stronzatina). Perchè? Non si fidano. Sei pur sempre italiano pizza mandolino mafia.
Gli spagnoli. Ah, gli spagnoli. Gli spagnoli sono tirchi. Ma tirchi significa tirchi marci. Tirchi significa chiedere in modo assillante e patetico lo sconto studenti, applicabile in teoria fino ai 27 anni, pur essendo 50enni studenti di qualche scuola di formazione professionale. Tirchi significa presentarsi alla porta della sala del concerto, la sera, e chiedere "Es gratutito?". Tirchi significa volatilizzarsi quando la cifra da pagare supera i 10 euro (in due).
Ma veniamo agli italiani. L'italiano è uno spagnolo che se la tira, ovvero è generalmente sfigato come uno spagnolo, basso, brutto, panzerotto, ma in più ha gli occhiali firmati, parla al cellulare ad alta voce, si spara un sacco di pose pure nell'uscire dalla farmacia.
Ma ha due grossi difetti che spiccano sugli altri: il primo è che si sopravvaluta.
L'italiano, in quanto italiano e quindi nato nella terra del Rinascimento, di Dante, Petrarca, Aretino (perchè non possiamo citare una volta anche lui?!), cultura, arte, storia, si sente investito da tale passato e quindi guarda ciò che gli propinano in strada con quell'aria di supponenza irritante, come a dire: "tsè tsè, forse un crucco coglione potrà cascarci ma io, italiano, non mi faccio fregare, questi concertini sono roba da turisti, tedeschi, inglesi, americanazzi, uh uh ah ah, poveretti". Lo stesso italiano è magari andato in vacanza l'anno scorso in posti che di turistico hanno ben poco, come Sharm esh-Sheikh o in crociera, e, perdonatemi, lo stesso novello Vasari è la medesima persona che la sera guarda in tv scampoli di creazioni immortali come il Grande Fratello. L'inglese andrà al concerto, si divertirà, gli piacerà, e sarà sempre meno idiota dell'italiano che quella stessa sera si soffermerà sulle scorregge di Piero o sulle limonate lesbo di Manuela e Stefania (a caso, solo a caso, nessun legame con fatti o programmi di merda realmente esistiti).
Secondo difetto: è retorico, troppo, inutilmente retorico. E, perdonatemi, senza offesa, Lega merda, ma più si scende e più il difetto aumenta: "ma che bello questo concerto, ci verremo sicuramente la prossima volta, proprio bello, ma guarda che carini, lo dirò a casa, vi faccio pubblicità, ah l'opera, che bella, eh sì eh sì, davvero bella". Non vuoi venire al concerto? E allora non venire, cazzo! Dimmi: "no, grazie, il tuo concerto mi fa cagare al solo nominarlo, se puoi, il volantino infilatelo nel culo". Ci vuole tanto???

Vorrei dire due cose anche su un altro tipo di italiano che spesso, purtroppo, trovo sconvolgente, irritante, incredibile: il veneziano. I turisti sono tanti, i turisti sono una palla, i turisti sporcano, invadono e rompono, ma senza turisti Venezia muore, ormai i veneziani non sanno far altro che vendere cappelli con campanellini e cazzi di vetro nei negozi, a chi? Ma proprio ai turisti rompipalle, coglioni, irrispettosi. Scene come baristi (a caso, quelli del bar davanti a Gucci, dio li maledica) che aggrediscono fisicamente (con questi occhi vidi) un innocuo cliente perchè è l'unico dei tre che non ordina ed occupa quindi in modo infruttuoso una sedia sulle 20 libere del bar, oppure ancora una tabaccaia che dopo essere rimasta 4 minuti a farsi i suoi conti ti chiede cosa vuoi, esiti un attimo perchè forse prima c'era un altro e lei ti apostrofa con un bel "Dai! Dai! Svelto!" (a dirla tutta le ho rivolto un cordiale "testa di cazzo", con turistico affetto), o ancora guardasala del palazzo Ducale che insultano (sempre i miei tristi occhi videro) una turista inglese che aveva osato chiedere informazioni su un quadro, sembrano incredibili, ma sono spesso la cruda realtà. Ci mettiamo magari anche gli stronzi del bar Alle Vedove? O la simpatia dei gondolieri? Bah, tristezza. Spero di aver conosciuto solo casi limite ma in questo caso, che sfiga, i peggiori capitano proprio a me...

giovedì 6 novembre 2008

Madonnaro a domicilio

Sprofondato nella crisi più nera, attanagliato da rimorsi per aver sbagliato tutto nella vita e incoraggiato dai sapienti consigli della madre che inevitabilmente avevano come scopo ultimo il suicidio, mi addecisi a trovare un lavoro.
In realtà, pensai, non voglio trovarmi un lavoretto tipo salumiere tre mesi al Famila oppure fotocopiatore (riproduttore fotocopiante? stimolatore di fotocopiatrici?) in qualche ufficio, sottopagato come e peggio di un polacco che raccoglie mele in val di Non.
No no, voglio un lavoro che possa essere una valida strada anche per il futuro.
Ed allora ecco rispondere all'annuncio di una casa editrice di Xxxxx che cercava art promoter.
Apparentemente, nonostante la lacrymosa inculatio fosse sempre vigile e visibile, poteva sembrare qualcosa di interessante. O, almeno, così pareva. Già mi immaginavo, sì, forse porta a porta, ma certamente alle prese con opere d'arte, pubblicazioni, esperienze culturali comunque uniche nel loro genere.
Faccio il colloquio, preso.
Un colloquio definibile indecente e senza senso, con l'esaminatore che afferma di non guardare se sono simpatico o meno, di non cagare nemmeno il curriculum ("meglio uno che non ha mai venduto, al quale possiamo insegnare il nostro metodo, piuttosto di uno che già ha esperienze e quindi metodi ed errori pregressi") e di non osservare come parlo o mi esprimo. Insomma, alla domanda "come è andato il colloquio?" la risposta che avrei dato sarebbe stata "sì, molto bene, direi che potremo assumerlo!", dato che ha parlato sempre lui...
Corso di formazione in sede. 3 giorni nei quali: ci hanno martellato l'apparato riproduttore con video in cui si afferma che fallisce chi non vuole rischiare, chi non ha fiducia in sè, chi non crede nelle proprie qualità; ci hanno insegnato il metodo per vendere, studiato fin nei minimi particolari, sorrisi e battute comprese, non c'è spazio per la spontaneità, che pure viene richiesta come requisito indispensabile; ci hanno attrezzato per spedirci in pasto ai clienti affamati di cultura GRS (nome inventato, copertura di quello vero della società) e ci hanno presentato l'opera che avremmo dovuto promuovere.
L'opera, appunto. Da anticlericale, antireligioso, anti-ogni-forma-di-spiritualità-extra-razionale, quale regalo migliore per me del dover presentare SOLO UN'opera (altro che pezzi da collezione e discussioni su libri e manufatti davanti al tè delle 5 presso il negozio di un rinomato antiquario) ma soprattutto di scoprire che quest'opera parla solo ed esclusivamente della Madonna?? Slurrrp, non vedevo l'ora di buttarmi. Il bello di questo lavoro è che vivi solo di provvigioni - scoperta, come altre, fatta solo al corso -, e quindi o vendo Madonne o nisba. Ma porca m[ater ]ignot[t]a, se ci penso mi viene da piangere. Ed in effetti per ora nulla vendetti. Forse anche il trascurabile dettaglio che il librone costa 1500 euro ha giocato il suo nella quaestio... Bah, non so.
Ad ogni modo, le cose che mi stupiscono di questo lavoro sono essenzialmente :
- il rapporto inversamente proporzionale tra cultura e abilità di venditore: più sei ignorante e non ti accorgi delle pataccate che vendi e più vendi. Se si pensa che la direttrice di questa roccaforte della cultura italiana prima era rappresentante di fotocopiatrici, il direttore commerciale era rappresentante di camion Volvo e colui che ci ha fatto il corso, rappresentante di filati, beh, mi pare che si intuisca cosa voglio dire.
- il carattere pataccoso appunto di ciò che vendo. Ho visto compagni di corso eiaculare, svenire, piangere sangue ammirando librazzoni rilegati in pelle di improbabili colori, con medaglioni "artistici" sulla copertina, paginone in pasta di cotone, illustrazioni di artisti rinomati a me assolutamente ignoti, librazzoni che a me sembravano solo aborti di libri. Sarebbe come dire che tempestando di diamanti i cerchioni della mia Punto, ricoprendo con lamine d'oro il volante e scolpendo un bassorilievo in marmo che ne faccia le veci di cofano si ottenga una superPunto ovverosia una superfantafikamacchina. Come dico, però, l'ignoranza permette di credere veramente che quei libracci siano "opere d'arte".
- lo studio minuzioso delle parti dell'incontro. Se verrà un art promoter a casa vostra, dimenticatevi la sincerità. Anche un suo sorriso sarà stato pianificato a tavolino, anche la più bella e dolce domanda sui vostri figli/fratelli/morose. Ogni cosa è studiata per tranquillizzare il cliente in procinto di prendersi un suppostone nel deretano.

E con questo agghiacciante scambio di battute, riferentesi al tema di cui sopra, voglio concludere questa mia. Ero a casa di un cliente, la chiacchierata di studio (del cliente, ndr) procedeva a singhiozzo. Finalmente, mettendo in pratica ciò che mi avevano insegnato (altro che spontaneità!), si crea empatia. Ci siamo, mi crede un amico! Allora ecco che vedo scendere sua moglie dalle scale. Una bella donna, con un ancor più bel pancione, gonfio di fertilità. Bingo! Imperdibile occasione per l'ingratiamentum finale:
io: "buonasera signora"
lei: "buonasera a lei"
io, rivolto al marito, strizzando l'occhio: "uh oh uh, ma vedo che presto sarete in tre in questa casetta..."
lui: "no, non è incinta"
io (tra di me): "ma dio c..."
lei: "è a causa di una malattia"
io (sempre tra di me): "perfetto Marco, la Madonna p..."


[Ps: malattia guarita e comunque non pericolosa. L'incontro, anche se non a causa di questo simpatico dialogo di merda, si è concluso negativamente, ovvero, senza vendita. Sic est...]

giovedì 7 agosto 2008

Beyond the damage, the beff!

Ecco cosa succede ad aver nominato troppo Berlusconi e ad aver inserito annunci adsense nel proprio bolg. A causa di associazioni semantico-logico-socio-culari (non c'è errore, NdA), sono comparsi a bordo pagina annunci adsense del tipo: "Sei anche tu del PDL? Riviste, Informazioni sulla Politica di Destra, Richiedi Copia Omaggio" oppure "Suonerie Berlusconi"...
Che poi, quale oligofrenico si scaricherebbe mai suonerie di Berlusconi? Volete farmi credere che, oltre ai vari gattini, paperotti, topini del cazzo pubblicizzati dai siti di suonerie per cellulari, si potrebbe anche sentire "Ciao testina, sono il Berlusca, rispondi al cellulare ma stai attento a non farti beccare, di là ti stanno ad ascoltare, ti stanno ad ascoltare, di là ti stanno ad ascoltare... pirippipipopo pirippipipopo"?

Non voglio crederci.

Epo te quiero

video

venerdì 4 luglio 2008

Aux armes, citoyens!

No no, non sono diventato improvvisamente (ed improvvidamente) filogallico, così, solo per due pere infilate nel culo ai cari cugini transalpini nell'unica nota positiva del raccapricciante europeo azzurro.
No, il mio è un richiamo alle coscienze (per chi non sapesse cosa siano, cerchi al singolare, "coscienza", su un qualsiasi buon dizionario di italiano; nulla di male a cercare su quello - putacaso - italiano-russo, ma poi magari sòviest' non rende appieno l'idea) affinchè si scuotano dal torpore.
Fino ad ora era pienamente giustificato - ed, anzi, incoraggiato - dall'attenzione per le prodezze azzurre agli europei, ma ora non ci sono attenuanti né remore che valgano.

BERLUSCONI VA FERMATO!

Ovviamente con le buone! Macchè "carità cristiana", "rispetto per la vita umana", "sportività politica", "macchie di sangue indelebili sulla giacca chiara"... Berlusconi deve essere fermato con ogni mezzo democratico possibile, semplicemente perchè toglierlo di mezzo con la violenza significherebbe renderlo forse l'unica cosa che ancora non è - almeno, teologicamente parlando: un martire.

Roma, anno 2214, gita scolastica (imperitura gita scolastica). Visita a S. Pietro in Vincoli. Accanto al Mosé di Michelangelo, ecco la celeberrima pala dell'Apicella. Silenzio votivo. "Ragazzi, ecco, davanti a voi Il martirio di San Silvio Apostolo, dipinto nel 2008, raffigurante Silvio Berlusconi nell'atto di smolecolarizzarsi a seguito di conflagrazione innescata dalla chiave della sua autovettura. In ginocchio, piangenti come le due donne del Cristo morto del Mantegna, si riconoscono la famosa prostituta da lui redenta Maria Maddalena Carfagna, e, con gli occhi rivolti al cielo, con un rotolo scritto in lettere greche - sbagliate! -, la pia Mariastella Gelmini."

Noo, osceno no?!

Cerchiamo di sbarazzarcene in modo trasparente, magari anche con le maniere forti, ma sempre "correttamente".
Berlusconi sta mettendo in ginocchio l'Italia (e il Milan, ma questo è secondario, ora), marcia ormai senza vergogna alcuna brandendo la spada contro giudici, politici, comunisti veri e fittizi, preti che non gli danno la comunione, Travaglio, PD, RAI, Europa... Fermiamolo o, almeno, non restiamo solo a guardare questa cavalcata trionfale, che si porterà dietro, come le spedizioni militari di una volta il colera e il "mal francese", il festino gaudente di malavitosi, camorristi, evasori, furbetti del quartierino, costruttori abusivi, paraculati, raccomandati, invischiati, merdosi di ogni genere...

Formez vos bataillons!!

Monica e Angelina

Secondo me, a questo punto della loro carriera e grazie ad un'esperienza notevole maturata nel campo della recitazione, Monica Bellucci e Angelina Jolie sono ormai pronte per esordire nella celeberrima Telenovela Piemontese, baluardo degli aficionados di Mai dire Tv.

L'espressività che caratterizza queste attrici, definite dagli amici "monoviso", e l'intenso pathos che riescono a comunicare davanti alla telecamera, debbono finalmente ricevere il riconoscimento che tanto meritano.

(post scaturito dalla prurigine dovuta all'improponibile e a-tramico film, visto in trailer al cinema, con protagonista la muliere di Pitt, riguardo alla quale penso che nel suo campo abbia ottenuto più di quanto i sacri numi gli avessero riservato, un po' come Perrotta o Iaquinta nel calcio)